Boschetti inizia a parlare… (di Floriana Riggio)
Postato da Redazione alle 10:56 pm. Contenuto in: Politica
San Salvo – Dal suo “buen ritiro” sansalvese Antonio Boschetti inizia a rompere il silenzio dopo i tre mesi di arresto, prima nel carcere di Lanciano e poi ai domiciliari, che gli hanno impedito di difendersi dalle accuse che lo vedono coinvolto nelle note vicende della Sanitopoli regionale. Inizia con cautela, ora che può parlare, difendendosi e sferrando i primi attacchi, sulla falsa riga di quanto sta facendo l’indagato per eccellenza di questa vicenda giudiziaria, Ottaviano Del Turco. Dopo aver annunciato che non si dimetterà come Consigliere, visto che la fine delle misure cautelari ne hanno decretato, come da statuto, il reintegro, ieri Boschetti ha risposto a Paolini in merito ai presunti emendamenti al Piano sanitario presentati, stando alle parole del vicario, dagli esponenti della maggioranza al governo. Paolini ha dichiarato che i 13 emendamenti erano stati presentati all’unanimità da tutti gli esponenti del Pd, eccetto che da Del Turco, Quarta e Cesarone. “Di Boschetti e altri non sono sicuro”, ha detto il reggente.
Ma Boschetti ha subito preso le distanze: “Degli emendamenti sulla sanità cui si riferisce Paolini non ricordo assolutamente nulla, perchè di ogni eventuale emendamento da proporre in Consiglio ne ho sempre discusso con il mio partito, la Margherita prima ed il Pd poi”.
“Ma se Paolini ha proposto degli emendamenti - prosegue Boschetti - di certo non erano farina del suo sacco, bensì dell’Aiop, l’Associazione delle cliniche private, come tutto ciò che ha avanzato l’attuale presidente vicario, e io non li ho votati perchè sono sempre stato a favore della sanità pubblica e non di quella privata. Tanto che gli unici emendamenti da me presentati al Piano sanitario riguardano la sala Emodinamica per l’ospedale di Vasto, l’hospice dell’ospedale di Casoli e il centro di emergenza - urgenza della Asl Lanciano - Vasto”.
Boschetti ha anche annunciato che nei prossimi giorni entrerà nel dettaglio di come ha passato questi ultimi mesi di detenzione, iniziando a raccontare la sua verità sulle accuse infamanti che lo vedono coinvolto nell’inchiesta sulle presunte tangenti nella sanità. “Si inizia un percorso verso la verità”, ha promesso l’avvocato, che è già tornato a lavoro nel suo studio legale e che in questi giorni sta incontrando gli amici che nei tre mesi di detenzione lo hanno sostenuto. “Ho molto lavoro da fare – ci ha detto – ma non voglio tralasciare quei contatti umani che per forza di cose in questi mesi non ho trascurato”.
da ilterritorio.org

