Regione Abruzzo: “Quer pasticciaccio brutto” di Palazzo dell’Emiciclo (di Floriana Riggio)
Postato da Redazione alle 11:10 am. Contenuto in: Politica
Non poteva concludersi peggio, dicevamo all’indomani dell’ultima seduta di Consiglio regionale con cui è terminata l’esperienza della Giunta Del Turco. Ci sbagliavamo. Abbiamo sottovalutato l’antico adagio che “al peggio non c’è mai fine” ed oggi dobbiamo fare i conti con le ultime novità, che hanno tutti i contorni di un “giallo”. Il verbale della seduta, su cui sono annotati i risultati della votazione dei due emendamenti di assunzioni di oltre mille precari, non è ancora stato reso noto dall’ufficio di presidenza, che dice di pazientare ancora un po’. Quindi ad oggi nessuno conosce l’esito della votazione dei due provvedimenti licenziati con i voti del centrosinistra (peraltro non compatto), neppure alcuni degli stessi consiglieri. L’ufficio ha dato il via libera, ai consiglieri, per la consultazione del documento, ma qui mancano gli esiti della votazione. E quasi nessuno si assume la responsabilità di rendere pubblico il proprio voto ammettendo di aver dato o meno il placet agli emendamenti, soprattutto al tanto contestato “tutti dentro” (dove per “tutti dentro” si intende l’assunzione a tempo indeterminato, dal sapore clientelare, di 300 precari della Regione, 700 delle Asl ed altri di enti strumentali, gruppi consiliari e assessorati).
La questione, peraltro, è già finita in Parlamento e con ogni probabilità Governo e Corte Costituzionale impugneranno la legge perchè impostata non tenendo conto della grave carenza di risorse economiche, senza contare i “vizi formali” in quanto approvata da un Consiglio ormai sciolto che può solo deliberare e legiferare su “atti urgenti ed indifferibili”. Alcuni componenti della commissione bilancio di Camera e Senato, che stanno “osservando da vicino” la questione , ritengono che non ci siano le condizioni perché la norma possa passare così com’è.
Poca trasparenza, ancora, ma in compenso tanta, tanta confusione. Giusto per rimanere coerenti fino alla fine.
da ilterritorio.org

