Mar23rd

Cassazione, prezioso il lavoro della casalinga: sì al danno patrimoniale in caso di incidente

La Suprema corte scende nuovamente in campo in favore delle massaie: se si fanno male hanno diritto al risarcimento come un qualsiasi altro lavoratore - Il lavoro della casalinga e’ cosi’ ‘prezioso’ che le massaie, anche se non percepiscono “reddito monetizzato”, hanno diritto al risarcimento patrimoniale come un qualsiasi altro lavoratore in caso di infortunio dovuto ad un incidente stradale. La Cassazione scende nuovamente in campo in favore delle casalinghe, accogliendo il ricorso di Flavia V., casalinga a tempo pieno e moglie di un comandante dell’Alitalia che si era gravemente infortunata, insieme al marito, in seguito ad un incidente stradale accaduto nel febbraio del 1996.

In primo e in secondo grado i giudici della capitale le avevano riconosciuto il danno biologico e morale, disattendendo le richieste di danno patrimoniale sulla base del fatto che i postumi permanenti arrecati dall’incidente a Flavia V. “incidevano nella capacita’ lavorativa generica e non in quella specifica” e dunque rientravano nell’ambito del danno biologico gia’ liquidato”.

Flavia ha difeso il suo lavoro menomato da casalinga fino in Cassazione, sostenendo che l’infortunio doveva essere risarcito come danno alla “capacita’ lavorativa specifica”, al pari di quello di un qualsiasi altro lavoratore.

La Terza sezione civile (sentenza 6658) ha accolto il suo ricorso e ha evidenziato che “la casalinga, pur non percependo reddito monetizzato, svolge un’attivita’ suscettibile di valutazione economica, che non si esaurisce nell’espletamento delle sole faccende domestiche, ma si estende al coordinamento della vita familiare, per cui costituisce danno patrimoniale, (come tale autonomamente risarcibile rispetto al danno biologico) quello che la predetta subisca in conseguenza della riduzione della propria capacita’ lavorativa”.

Accolto anche il ricorso del marito, Vincenzo G., comandante Alitalia che dovette accettare il pensionamento anticipato a causa di un intervento chirurgico effettuato nell’anno precedente l’incidente. Anche a lui, la Corte d’appello di Roma, nel marzo 2003, aveva rifiutato il risarcimento del danno permanente e futuro. Danno che ora gli dovra’ essere risarcito dalla Corte d’appello della capitale a cui e’ stato rinviato il caso.

Lascia un commento



Newsletter

Le Citta' Invisibili

Categorie

Ultimi articoli